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Ospedale di Cittadella -
26/03/2006
Eccoci alla
seconda uscita.
Scatolon sta male e mi chiede se lo posso sostituire a
Bassano, e così inizia la mia uscita fuori programma.
La mattina mi alzo (sarà stato il fuso orario??) e non
mi sento molto claun, ciondolo per casa fino a che mio
fratello mi dice..dai muoviti e un amico mi manda un sms
con scritto 'ma che bel claun che abbiamo stamattina, i
bimbi saranno contenti di vederti oggi'..mi si spalanca
il cuore, vestiti, trucco un po' meno evidente e via,
direzione Bassano alla ricerca dell'ospedale!
Arrivo e trovo subito la dolce Mapo, cominciamo a
chiacchierare e la tensione un po' si smorza, poi
arrivano anche Grullo e Skatoletta.
Prendiamo l'ascensore salutando tutti i passanti e
arriviamo al reparto, che bello, tutto colorato, con i
disegni, apro una parentesi (questo modo quasi infantile
di affrontare le cose da claun, i colori..che bello, i
bambini..che bello, le stanze bellissime forse mi
protegge dal vivere la sofferenza che c'è nell'istante
in cui la vivo e lascia esprimere al meglio la parte
divertente e creativa di me).
Il mio caro angelo per oggi è Grullo, che mi fa troppo
ridere, con tutti i puntini rossi in faccia e il
nascondersi dietro a me per far ridere i bimbi.
Facciamo poche stanze ma interagiamo un sacco con i
pazienti, si divertono e anche noi.
Ad un certo punto iniziamo a parlare di poeti e poesie e
io invento la mia, così, guardando fuori, e in quel
momento, finchè la dico mi emoziono, torno per un attimo
Jessica che si commuoverebbe in circostanze normali,
stanno per scendere le lacrime, vedere questi piccini
chiusi li dentro, ma poi penso che sono la con una
missione e torno in me, nel mio personaggio claun.
Bella uscita, bei claun.
All'uscita sono felice, ho il sorriso stampato in
faccia.
Poi vado a pd in un centro culturale e improvvisamente
mi rendo conto che dentro ho molte emozioni che si
muovono, ho bisogno di silenzio. Mi fermo, chiudo gli
occhi, rivivo il vissuto, ci do nomi alle sensazioni,
metabolizzo l'essere fragile che sono, ma poi mi sorrido
e penso che emozionarsi faccia parte della bellezza
dell'essere umani.
Porto dentro solo le belle sensazioni, ma forse solo
vedendo e capendo che esistono la sofferenza ed il
dolore si apprezza di più la gioia che si ha dentro.
Ciao
Calipso
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