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Ospedale di Cittadella -
25/02/2006
La settimana prima dell’uscita è stata abbastanza
tormentata…anzi no! Tormentata è troppo! Diciamo che per
tutta la settimana ci pensavo. Magari stavo guidando e
tracchete arrivavo lì con la testa. Se dovessi
descrivere la sensazione era qualcosa meno di
tensione…con un misto di tremarella!Però, più passavano
i giorni e più diminuiva la tensione fino ad arrivare a
sabato con un grado di agitazione abbastanza
accettabile! :-) Comunque, più passavano i giorni della
settimana, e incredibilmente meno ero tesa. Mi sono resa
conto che non vedevo l’ora che arrivasse sabato, tanto
che sono partita da casa con mezz’ora d’anticipo! Alcuni
claun erano già lì e così abbiamo approfittato per
chiacchierare un po’ e per comunicare a chi non mi
conosceva che per me sarebbe stata la prima uscita.
Siamo entrati in Pensionato e tutto era già pronto per
noi: gli anziani erano già in salone che aspettavano i
nostri balli e canti (alcuni erano in maschera per
carnevale!) e tutto è passato! Agitazione,
tensione….tutto scivolato via! Ed è rimasta la voglia di
fare e di dare! I miei angeli sono stati fantastici: Moz
mi cercava sempre con lo sguardo, per darmi appoggio o
per chiamarmi per fare qualche ballo o canto insieme. Un
grazie particolare a lei! Anche gli altri mi chiedevano
in continuazione come stesse andando! Mi sentivo un
cucciolo con tanti genitori premurosi! Sono ragazzi
eccezionali!
A parte quel che mi riguarda, ho notato che gli anziani
amano in maniera particolare i canti dei loro tempi
(propongo un ripasso di quelle canzoni!). Il coccodrillo
non mi pareva assai gradito! : - ) Ho notato che amano
in particolar modo molta attenzione, un saluto con un
sorriso per loro è molto importante e forse vale più di
mille parole.
Quando eravamo in salone a cantare e a ballare ho notato
che alcune persone non sembravano tanto contente o
perlomeno disinteressate e invece quando poi abbiamo
fatto il giro veloce del salone dove stavano cenando per
augurare un buon appetito ci hanno salutati con un
sorriso. Forse si sono sentiti ancor di più considerati
e ho capito che non bisogna mai fermarsi davanti
all’apparenza, quelli che a noi o a me sembravano
indifferenti invece poi hanno dimostrato gioia nel
rivederci.
E’ stata molto bella anche la visita nelle stanze di chi
non poteva muoversi, o di chi magari non aveva voglia di
venir giù in salone. Un saluto, qualche chiacchiera, le
magie, i palloncini, tutto con pacatezza e semplicità
che è stata gradita.
Dal punto di vista personale mi ha colpito la
consapevolezza che cresceva in me mano a mano che
passava la settimana (chiamiamola pure settimana santa!)
. Una sorta di consapevolezza che mi rendeva tranquilla
ogni giorno di più. La tremarella era per la paura di
sbagliare, o di non fare le cose giuste. Tremarella che
ho ancora per l’uscita in ospedale che farò il 12 marzo!
Poi sono rimasta claun per tutta la serata, nel senso
che, tolti i vestiti, tolto il naso e il trucco il mio
spirito è rimasto tale! Sono uscita a mangiare un panino
con mio marito e dal mio tavolo ho giocato tutta la
serata con una bimba seduta a un altro tavolo. Ho fatto
giochini con tutto ciò che mi capitava in mano e la
bimba rideva e poi si è avvicinata, abbiamo ancora
giocato e mi ha raccontato tutta la storia della sua
vita! Ha chiacchierato e riso con me per il resto della
serata e sebbene i genitori non mi conoscessero per
niente l’hanno lasciata con me perché si sono resi conto
che la bimba stava bene. Il claun dona anche fiducia! :
- ) Poi la nonna, in confidenza, mi ha detto che
raramente la bimba si sbottona così, che solitamente
parla molto poco. Ho voluto condividere con voi questa
piccola cosa perché ritengo importantissimo mantenere
questo spirito claun anche dopo aver tolto il naso ed è
incredibile quanto e come venga spontaneo farlo.
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